22 Febbraio 2025
Attualità

Ucraina, Macron parla con Trump e Zelensky: “Servono garanzie sicurezza forti e credibili”

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(Adnkronos) –
La pace in Ucraina "deve essere accompagnata da garanzie di sicurezza forti e credibili". E' quanto ha scritto nella notte su X il presidente francese Emmanuel Macron, dopo il vertice informale con alcuni leader europei, tra cui Giorgia Meloni, e con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, da lui convocato all'Eliseo.  "Abbiamo bisogno di una pace forte e duratura – ha insistito Macron, che ieri ha avuto contatti telefonici con il presidente americano Donald Trump e con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky – Per ottenere questo, la Russia deve finire la sua aggressione e questa deve essere accompagnata da garanzie di sicurezza forti e credibili per gli ucraini". Altrimenti "c'è il rischio che il cessate il fuoco finisca come gli accordi di Minsk", ha ammonito, in un riferimento alle intese degli anni scorsi che avrebbero dovuto mettere fine al conflitto nell'est dell'Ucraina.  
Macron ha riunito ieri a Parigi i vertici Ue e Nato (il segretario generale Mark Rutte), oltre ai premier di Germania (Olaf Scholz), Spagna (Pedro Sanchez), Polonia (Donald Tusk), Danimarca (Mette Frederiksen), Italia (Giorgia Meloni), Olanda (Dick Schoof) e Regno Unito (Keir Starmer), per cercare una risposta alle mosse dell'amministrazione Trump, che pare determinata a trattare bilateralmente con Mosca i destini dell'Ucraina, bypassando l'Europ  L’Ucraina, hanno riassunto i presidenti della Commissione Europea e del Consiglio Europeo Ursula von der Leyen e Antonio Costa dopo il summit, "merita la pace attraverso la forza", vale a dire che va aiutata ancora di più, militarmente, affinché possa negoziare con la Russia da posizioni di forza, e non di debolezza come accadrebbe ora. Lo scopo è quindi arrivare ad "una pace rispettosa dell'indipendenza, sovranità, integrità territoriale" di Kiev, "con forti garanzie di sicurezza".  
Le divisioni tra i Paesi europei, però, sono affiorate subito, dalle dichiarazioni del cancelliere tedesco Olaf Scholz che, con le elezioni alle porte, ha lasciato la riunione per primo e ha dichiarato alle tv, nella sede dell'ambasciata a Parigi, che qualsiasi dibattito fatto ora sull'invio di peacekeeper in Ucraina, con la guerra in corso, è "completamente prematuro" e "altamente inappropriato". Oggi von der Leyen ha espresso al generale Keith Kellogg, inviato speciale degli Usa per Ucraina e Russia, "la volontà dell'Ue di lavorare a fianco degli Stati Uniti per porre fine allo spargimento di sangue e contribuire a garantire la pace giusta e duratura che l'Ucraina e il suo popolo meritano, a buon diritto". Lo comunica l'esecutivo Ue, dopo l'incontro tra i due di stamani a Bruxelles. Riaffermando l'impegno dell'Ue per una pace "giusta e duratura", la presidente ha ribadito che "qualsiasi risoluzione deve rispettare l'indipendenza, la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina, supportate da forti garanzie di sicurezza". E ha chiarito che "questo è un momento critico". La presidente ha anche sottolineato "il ruolo fondamentale dell’Ue nel garantire la stabilità finanziaria e la difesa dell’Ucraina, con un impegno totale di 135 miliardi di euro (circa 145 miliardi di dollari), più di qualsiasi altro alleato, inclusi 52 miliardi di dollari in assistenza militare, pari ai contributi degli Stati Uniti. Ha illustrato i piani dell'Europa per aumentare la produzione e la spesa per la difesa, rafforzando le capacità militari sia europee che ucraine". La presidente von der Leyen ha sottolineato che l’Ue "sta fornendo l’intera quota di assistenza militare all’Ucraina ed è pronta a fare ancora di più".   —internazionale/[email protected] (Web Info)


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